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IL REGALO DI PIRELLI -
Lo stadio di San Siro (nome di un santo cui era dedicata
una chiesetta nei dintorni) fu un regalo del presidente
del Milan Piero Pirelli (in carica dal 1909 per vent’anni)
alla "sua" Milano. Il nuovo stadio venne costruito
in soli tredici mesi e mezzo grazie al lavoro di 120 operai.
Il costo dell’opera fu di circa 5 milioni, l’equivalente
di tre miliardi e mezzo di oggi. Il progetto porta la
firma degli architetti Stacchini (cui si deve il disegno
della Stazione Centrale) e Cugini.
L’INAUGURAZIONE - Il "primo"
San Siro era un tipico impianto all’inglese con
quattro tribune capaci di ospitare 35 mila persone. Fu
inaugurato con un derby amichevole, e non poteva essere
altrimenti: finì 6-3 per l’Inter (19 settembre
1926). La prima partita di campionato fu invece giocata
il 6 ottobre (Milan-Sampierdarenese 1-2), mentre il battesimo
internazionale risale al 20 febbraio 1927 (Italia-Cecoslovacchia
2-2). Fino al 1945 San Siro è rimasto la casa esclusivamente
del Milan; l’Inter giocava infatti le proprie partite
casalinghe all’Arena napoleonica. La "Scala"
del calcio ha subìto nel corso della sua storia
tante ristrutturazioni, fino a diventare l’imponente
monumento di oggi.
IL PRIMO AMPLIAMENTO - Nel 1935 il Milan
vendette l’impianto al Comune che, tre anni dopo,
decise di ingrandirlo. Il football diventava sempre più
un fenomeno di massa e San Siro dovette adeguarsi. Il
progetto di ampliamento - studiato dall’architetto
Rocca e dall’ingegner Calzolari - sfruttava le strutture
preesistenti che sostenevano un sistema di gradinate a
sbalzo e una serie di rampe di accesso esterno. La capienza,
in origine, era di 150 mila posti, ma venne ridotta a
meno di 100 mila da una delibera del Comune di Milano
del 1952. L’inaugurazione del nuovo stadio rimodernato
- i lavori furono conclusi nel ’39 con una spesa
di lire 5.100.000 - è datata 13 maggio 1939, con
la partita Italia-Inghilterra (2-2), che fruttò
un incasso di lire 1.200.000.
IL SECONDO MAQUILLAGE - Nel 1954 iniziarono
i lavori del secondo ampliamento, ultimati dodici mesi
più tardi con l’inaugurazione del 26 ottobre
’55: la capienza fu estesa a 85 mila posti. Il primo
impianto d’illuminazione è datato 1957. Nel
’67 venne invece montato il primo tabellone elettronico
che segnalava il punteggio. Nel 1979 l’impianto
d’illuminazione fu sostituito da uno più
moderno, e il secondo anello dei popolari restaurato.
Il 3 marzo 1980 l’impianto è stato intitolato,
con una lapide posta all’ingresso principale, a
Giuseppe Meazza, indimenticato campione dell’Inter
e del Milan morto un anno prima. Nel 1986 il primo anello
è stato interamente numerato con seggiolini colorati:
rossi in tribuna centrale, arancio sul rettilineo opposto,
verdi sotto la curva nord, blu sotto quella degli ultrà
milanisti.
IL TERZO ANELLO - L’ultima fase
di ammodernamento, lo stadio di San Siro l’ha subita
in vista di Italia ’90. Per l’occasione si
decise di erigere il terzo anello, che ha richiesto lunghi
mesi di lavoro; l’inaugurazione è datata
25 aprile ’90 (Milan-Juventus 0-1, finale di coppa
Italia). Undici torri esterne (all’interno delle
quali sono state ricavate le rampe di accesso agli spalti)
reggono il peso dell’ultimo anello e l’armatura
del tetto. La copertura è formata da pannelli di
policarbonato traslucido. Anche sulle gradinate del secondo
e del terzo anello sono stati introdotti i seggiolini
colorati. La capienza attuale è di 85.700 posti.
I NUMERI - Per costruirlo furono impiegati
10.000 quintali di cemento, 3.500 metri cubi di sabbia
e 1.500 quintali di tondini di ferro. Per segnare le linee
del campo vengono consumati 80 kg di gesso. Le dimensioni
del campo sono di 105 metri di lunghezza per 68 di larghezza.
Le travi perimetrali dello stadio sono lunghe 204 e 296
metri e pesano rispettivamente 1.100 e 2.000 tonnellate.
Sulla copertura sono sistemati 256 proiettori che funzionano
con lampade a vapori alogenuri da 3.500 watt. Per eseguire
le principali operazioni di ristrutturazione sono state
costruite appositamente due gru alte 64 metri. Al loro
interno trovavano alloggiamento una scala di emergenza
a più ripiani e un ascensore di servizio di portata
1.000 kg. Lo stadio di San Siro è situato vicino
all’ippodromo e dista circa 6 chilometri dal centro
della città.
NON SOLO CALCIO - Lo stadio "Meazza",
simbolo di Milano come la Scala e il Duomo, non è
famoso nel mondo solo per il calcio, avendo ospitato diversi
eventi passati alla storia. Come il match di pugilato
tra Duilio Loi e Carlos Ortis (1° settembre 1960),
rivincita per il titolo mondialedei welter junior. Erano
presenti per l’occasione 53.043 spettatori, 8 mila
a bordo ring. Quel match, vinto dall’italiano, fruttò
un incasso di 130 milioni. Lo stadio milanese ha anche
ospitato diversi concerti musicali. Come quello di Bob
Marley (27 giugno 1980), che dal palco sotto la curva
nord si è esibito nell’unica sua tappa italiana.
Per vedere il cantante giamaicano dal vivo era presente
sugli spalti un pubblico da derby: 90 mila persone. Stesso
clamore per un altro "fuoriclasse" del rock,
Bruce Spingsteen (1985). La tribuna rossa ha persino ospitato
una discoteca all’aperto. Oggi, sotto la curva sud,
c’è un museo che ripercorre un secolo di
Milan e di Inter attraverso i cimeli dei personaggi che
ne hanno scritto la storia. Lo stadio viene visitato,
durante la stagione calcistica, da circa 50 mila persone
durante i giorni in cui non vengono disputate partite.
Dal 1° luglio scorso lo stadio è gestito congiuntamente
da Milan e Inter.
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